Politica e Tik Tok

Sicuramente avrete visto l’ascesa dei politici su tik tok in fase elettorale. Perché avete tik tok giusto?! Sembra scontato, eppure molti ancora ignorano le potenzialità dell’applicazione cinese che combatte per avere un posto sul podio dei social più utilizzati. Molti altri invece, come i maggiori esponenti dei partiti italiani, hanno capito che non potevano ignorarlo in campagna elettorale. A settembre infatti la for you page di moltissimi utenti si è riempita di video a dir poco bizzarri. Tra politici in fattoria e politici che raccontavano barzellette sembrava che nessuno di loro fosse seguito da qualche esperto di comunicazione. O forse si?

La strada per il successo

Sicuramente c’è chi adotta la strategia del “purché se ne parli”, scatenando volontariamente reazioni -anche negative-, ma c’è chi anche sottovaluta l’enorme differenza tra le diverse piattaforme. Tik tok è un social che si basa sulla realizzazione di video, più o meno complessi. Chiunque sia iscritto alla piattaforma sa che inizialmente il senso di spaesamento chiede spirito di osservazione. L’algoritmo impiega diverse ore, a volte giorni, per studiare le preferenze dell’utente così poi da riproporgliele in maniera estremamente accurata. È chiaro che persone dai gusti simili vedranno gli stessi video o anche gli stessi trend e format spesso basati su balli, doppiaggi o azioni specifiche che invogliano quindi anche gli utenti più timidi a lanciarsi nella realizzazione di video. Ecco questo passaggio è mancato ai politici che, desiderosi di raggiungere al più presto il pubblico giovanile, hanno realizzato video che la Gen Z ha bollato con la parola del momento: cringe.

Evento isolato o inizio di una nuova era?

Le scelte comunicative non sembrano precedute da un momento di studio delle tendenze o del linguaggio usato dai giovani utenti, bensì dalla fretta di imporsi prima degli altri. Se però alcune strategie adottate possono funzionare su social come Facebook o Instagram, non è detto possano funzionare anche su Tik Tok.

Ai giovani elettori è sembrato infatti che l’atterraggio sulla piattaforma fosse finalizzato alla semplice raccolta di voti. Il che è probabile, ma se invece diventasse un nuovo modo per mettere in contatto i giovani con la politica? Se si studiasse infatti il modo in cui viene usata la piattaforma, si scoprirebbe il grandissimo potenziale comunicativo e relazionale che offre. Alcuni chiedono ai politici di lasciare ai giovani il loro spazio, mentre altri auspicano a un maggiore e più sincero coinvolgimento sulla piattaforma. Per scoprire cosa succederà, non ci resta che stare a vedere.